A cura di Salvatore Borghero Rodin

     

 

 
 

A cura di Salvatore Borghero Rodin - Racconto a puntate sui principali eventi che hanno dato vita alla grande storia di Carloforte e dell'Isola di San Pietro

Indice generale della rubrica "La grande Storia di Carloforte"

 

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16.01.2010 - Fusina - Nel 40° anniversario della tragedia che toccò il cuore dei Carlofortini
   

La tragedia del Fusina

Dodicesima parte

Atti parlamentari

Atto 03

SENATO DELLA REPUBBLICA
V LEGISLATURA — 466a SEDUTA PUBBLICA — RESOCONTO STENOGRAFICO

SEDUTA DI MARTEDÌ 4 MAGGIO 1971
(Antimeridiana)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CALEFFI

Rinvio dello svolgimento di interpellanza

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di un'interpellanza del senatore Gianquinto e di altri senatori. Se ne dia lettura.

DI VITTORIO BERTI BALDINA, Segretario:

GIANQUINTO, SEMA, PIRASTU. – Al Ministro della marina mercantile -

Per conoscere i risultati dell'inchiesta disposta dall'autorità marittima per l'accertamento delle cause del naufragio della motonave «Fusina» avvenuta nella notte dal 16 al 17 gennaio 1970, al largo di Porto Vesme in Sardegna, inchiesta che risulta conclusa il 16 giugno.

Premesso che la nave giace sul fondo sabbioso, coricata sul fianco sinistro, e presenta nella fiancata destra ingobbature ed ampie falle, alcune di 3 - 4 metri di diametro, gli interpellanti chiedono di conoscere, in particolare, la natura delle ingobbature e degli squarci, accertamento, questo, risolutivo per stabilire le cause del sinistro, dato che il carico di blenda non poteva né esplodere, né produrre ingobbature e squarci, che nemmeno possono essere stati provocati dall'urto della nave contro il fondo perché esso è sabbioso.

Comunque, la nave è appoggiata sul fianco opposto a quello che presenta squarci e ingobbature.

Gli interpellanti ritengono che squarci ed ingobbature nemmeno possono essere stati prodotti da urti contro gli scogli, sia perché, come rilevato, il fondo è sabbioso sia perché il naufragio avvenne in mare aperto, a circa due miglia dall'isola di San Pietro.

Gli interpellanti chiedono, altresì, di conoscere le cause che determinarono la rottura dell'elica e, ancora, perché non è stata vietata la partenza della nave se le condizioni meteorologiche, la quantità del carico e le condizioni del suo stivaggio non corrispondevano alle prescrizioni dell'autorità marittima.

Sotto tale profilo, si fa riferimento alle dichiarazioni rese dal Governo al Senato nella seduta del 23 giugno 1970.

Infatti, si disse allora che << in considerazione delle caratteristiche del carico, la nave prese le spedizioni con l'obbligo di effettuare la navigazione con tempo e mare rispondenti a caratteristiche prescritte >>; che << all’atto della partenza della motonave "Fusina" (ore 21,15 del 16 gennaio 1970), le condizioni meteorologiche non corrispondevano alle prescrizioni dell'autorità marittima.

Infatti, un mare forza 4 – 5 in aumento non può assolutamente considerarsi né favorevole né assicurato, per cui intraprendere e proseguire la navigazione era nettamente in contrasto con le prescrizioni date dal Registro navale italiano mediante fonogramma ed annotate con inchiostro rosso sul ruolo di equipaggio dell'autorità marittima>>.

Si chiede di sapere, quindi, perché venne consentito di caricare quasi 4000 tonnellate di blenda, minerale tanto più pericoloso in quanto era stato esposto a violente e continue piogge, e perciò con una percentuale di umidità eccessiva, su di una motonave che stazzava soltanto 2.706 tonnellate, per giunta logora nelle strutture e nell'apparato propulsore.

Gli interpellanti chiedono, infine quali sono gli intendimenti del Governo in merito al recupero del relitto, per accertare le vere cause del tragico e misterioso sinistro attraverso l’ispezione diretta della nave, tanto più che sono risultate inattendibili le dichiarazioni, del resto contrastanti, dell'unico superstite. (interp. – 369).

Continua...

Fine dodicesima parte - Atto 03 - Seguono altri atti parlamentari

 

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