A cura di Salvatore Borghero Rodin

     

 

 
 

A cura di Salvatore Borghero Rodin - Racconto a puntate sui principali eventi che hanno dato vita alla grande storia di Carloforte e dell'Isola di San Pietro

Indice generale della rubrica "La grande Storia di Carloforte"

Ritorna all'indice della rassegna stampa sulla tragedia del Fisina

 

Vai alla puntata precedente della rubrica "Storia"

Vai alla puntata successiva della rubrica "Storia"

Vedi anche

16.01.2010 - Fusina - Nel 40° anniversario della tragedia che toccò il cuore dei Carlofortini
   

La tragedia del Fusina

Settima parte

Rassegna stampa nazionale

Articolo 16

IL SECOLO XIX
giovedì 22 gennaio 1970

Forse il «Fusina» non chiese aiuto - Dubbi sul resoconto del superstite

Può darsi che lo «choc» abbia confuso il naufrago - L’affondamento potrebbe essere avvenuto molto rapidamente - Sono stati recuperati altri due cadaveri
Altre 4 salme recuperate

Cagliari, 21 gennaio

L’inchiesta sulle circostanze le modalità e le cause del naufragio del mercantile «Fusina» ha preso l’avvio con particolare vigore e severità da parte delle competenti autorità marittime.

Il comandante della capitaneria di porto di Cagliari colonnello Osvaldo Possenti ha detto che l’indagine «sommaria» effettuata dall’ufficio circondariale marittimo di Carloforte, competente per territorio, seguirà l’inchiesta «formale» che verrà predisposta dalla direzione marittima di Cagliari una volta in possesso degli elementi acquisiti nel corso dell’indagine «sommaria».

L’alto ufficiale ha inoltre comunicato, inserendosi nella polemica in corso sulla potenzialità delle radio costiere per la ricezione dei segnali di soccorso, che da tempo la capitaneria di porto di Cagliari ha chiesto alle superiori autorità ministeriali l’istituzione di un centro radio costiero a Capo Sandalo nell’isola di Carloforte per coprire una vasta zona al largo delle coste occidentali della Sardegna.

Il racconto del superstite Ugo Freguja è all’esame degli ufficiali del circondariato marittimo di Cagliari.

Infatti si ritiene negli ambienti competenti che la prima versione data dal cameriere del «Fusina» debba essere verificata, soprattutto per quanto concerne il lancio dei segnali di soccorso e gli altri particolari relativi all’affondamento del mercantile: si ritiene infatti che Freguja non sia stato molto preciso a causa dello choc subito per la grave drammatica avventura.

Secondo le autorità competenti il «Fusina» è affondato in un tempo minore da quello indicato dal Freguja.

Anche il lancio dei segnali di soccorso per via radio, in fonia o in telegrafia, rimane una grossa incognita.

Infatti tutte le stazioni del Mediterraneo non li hanno uditi mentre in occasione di altri naufragi non solo «Campu Mannu» ma anche Civitavecchia, Marsiglia, Palermo, Tunisi e Malta hanno captato i segnali.

Infine, questo il punto sconcertante della vicenda una grossa nave salpata da Sant’Antioco poco dopo il «Fusina» al momento dell’affondamento si trovava a 16 miglia di distanza e non ha avvertito alcun segnale.

Oggi sono stati recuperati due corpi.

Le salme di marittimi del «Fusina» recuperate salgono così a dieci.

Continua...

Fine settima parte - Articolo 16

 

[Torna ad inizio pagina]

Per inviare una e-mail alla redazione di "Storia" clicca qui sotto

 
     

Dal 06.09.2001

 
       

 

 

 

   

Inviare al Webmaster una e-mail con domande o commenti su questo sito web