Le vostre opere scrittorie sulla stupenda Isola di San Pietro e la sua pittoresca Carloforte

     

 

 
 

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Le vostre opere scrittorie sulla stupenda Isola di San Pietro e la sua pittoresca Carloforte

   

Un viaggio a Genova

di Sandro Emanuelli

 

Questa, come tutti i racconti che ho scritto, è una storia vera. È una storia di amicizia e confidenza nata nel web che ricordo con vivo piacere.

Durante una navigazione virtuale nelle Chat straniere, alcuni anni fa, mi sono ritrovato a chiacchierare con una signora che aveva un nome italiano; alla mia domanda, rispose che era nata in Italia ma risiedeva negli Stati Uniti. Parlavamo, anzi scrivevamo in inglese ma poi su richiesta della signora passammo all’italiano perché, disse, tendeva a dimenticarlo.

Naturalmente è iniziato un dialogo di curiosità personale che si è protratto per parecchio tempo e questa signora, di nome Anna Maria, mi ha voluto raccontare la sua storia. Il suo racconto sin dai primi accenni si è dimostrato molto interessante ed io, giovane imbranato, non sapevo come salvare la schermata per conservarlo; all’improvviso arriva l’idea luminosa: macchina fotografica e giù una serie di foto che conservo ancora gelosamente.

Il racconto della sua avventura mi turbò e subito vidi la possibilità di scrivere questa storia, tanto che le chiesi il permesso di poterla usare solo facendo in modo che non potesse essere identificata. Permesso accordato immediatamente.

Ho trascritto questa storia, conservando volutamente gli errori originali, infatti in alcuni casi traspare un italiano chiaramente tradotto dall’inglese.

Spero che farà su di voi lo stesso effetto che fece su di me, quando l’ascoltai o meglio, la lessi. Alcuni dettagli non fotografati mi sono rimasti nella mente e a pensarci mi viene ancora la pelle d’oca.

Per facilità di lettura del dialogo ho usato gli stessi colori dei caratteri come lo sono nelle foto originali.


TRASCRIZIONE STORIA DI ANNA MARIA

Dopo alcuni preamboli, saluti eccetera, Anna Maria inizia a parlare del suo viaggio a Genova di molti anni prima. Precedentemente mi aveva spiegato la ragione per cui era scappata da casa: la madre faceva la prostituta e a volte qualche cliente cercava di prendersi delle libertà con la bambina di 12 anni e la madre non faceva nulla per difenderla.

Anna Maria - OK, grazie... allora adesso ti racconto del mio viaggio a Genova.

Sandro - si, dai.

Anna Maria - avevo appena 12 anni e vivevo ai bassifondi (il porto) di Brindisi... mia madre non era una donna di famiglia... e mio padre era sempre fuori su una nave mercantile inglese... faceva scalo a Genova da Liverpool... bene, un giorno ho racimolati i soldi per un biglietto di treno che veniva a Genova... l’ho comprato e sono salita sul treno da sola... la gente mi guardava come se avessi la peste... capirai

Sandro - allora era così

Anna Maria - a quei tempi, una ragazzina sola in treno... bene, ho sopravvissuto la notte in treno ed il giorno dopo sono arrivata a Genova. Non avevo valigia o niente e, quando sono uscita dalla stazione, sono rimasta a bocca aperta... non avevo mai visto colline o montagne.

Sandro - si

Anna Maria - Avevo letto i libri di James Bond però e sapevo di dover andare in albergo... non avevo una lira... te lo giuro... sono andata in un albergo, non mi ricordo dove, e ho detto che avevo bisogno di una stanza... mi hanno guardato stupefatti... e mi hanno chiesto di dove ero. Ho spiegato che ero lì per aspettare la nave di mio padre che doveva arrivare... quando, non ero sicura.

Sandro – gia’ e poi?

Anna Maria - Si sono guardati in faccia e mi hanno chiesto se avevo mangiato... ho scosso la testa e mi hanno portato in una camera e mi hanno dato dei panini... assicuravo che mio padre avrebbe pagato per tutte le spese... poi ho chiesto direzioni per il porto... sono andata là da sola e mi sono messa ad aspettare... parecchia gente mi domandava che stavo a fare là... io aspettavo... i miei angeli custodi lavoravano lo

Sandro - darling il mio rispetto per te cresce di minuto in minuto

Anna Maria - straordinario per me Sandro... perché nessuno mi ha torto un capello, anzi sono stati bravissimi e gentili... insomma, per farla corta, mio padre è arrivato dopo due o tre giorni... gli è venuto un infarto quando mi ha visto... sono stata molto fortunata a trovare brava gente lì Sandro... per questo Genova mi è molto cara.

Sandro - mi fai sentire orgoglioso di essere genovese.

Anna Maria - la conosci la canzone “Sitting by the dock on the Bay” da Otis Redding?

Anna Maria - devi esserlo Sandro... siete gente stupenda

Anna Maria - parlo di 30 anni fa quando il sud era al Medio Evo

Sandro - si, la conosco Anna Maria. Grazie ancora, ma forse non lo meritiamo. Mi hai fatto venire le lacrime agli occhi, quanto devi aver sofferto povera piccola! Poi?

Anna Maria – ci siamo fermati alcuni giorni a Genova. Papà ha pagato tutti i miei conti e ha voluto ringraziare personalmente tutti quelli che si sono presi cura di me: quelli dell’albergo, i vigili, i finanzieri, i portuali.

Sandro – davvero?

Anna Maria – si, intanto parlavamo tra noi e papà mi ha portato con la sua nave in America, dove vivo ancora, poi mi sono sposata.


Qui terminano le fotografie delle schermate; Anna Maria si è sposata, poi ha divorziato, poi si è risposata, ha avuto un figlio, ha divorziato di nuovo, è impiegata in un ente pubblico e suo figlio le da’ qualche problema con la droga.

Ci siamo scritti per parecchio tempo, poi il lavoro ha iniziato a tenermi lontano e per qualche anno abbiamo fatto poche chiacchiere e ci scambiavamo solo gli auguri di Natale.

Da 4 anni non ho più ricevuto gli auguri, malgrado li abbia mandati. Ho deciso di trascrivere la storia perché è un’immagine di un’Italia dimenticata e forse mai conosciuta, non è l’Italia dei libri di storia.

Qualcuno forse si chiederà cosa mi ha colpito particolarmente nella storia di questa persona: innanzi tutto lo spirito di avventura; ho voluto controllare per puro sfizio se il racconto era veritiero, ho identificato l’albergo e un vecchio fattorino se ne ricordava, come pure un vecchio portuale sulla banchina. La seconda cosa che mi ha colpito è la gratitudine che Anna Maria mostra verso la mia città, vituperata persino da Dante Alighieri; in effetti certe storie si possono vivere solo a Genova.


 

 

 

 


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