Le vostre opere scrittorie sulla stupenda Isola di San Pietro e la sua pittoresca Carloforte

     

 

 
 

La rubrica che da vita e colore ai vostri pensieri

Le vostre opere scrittorie sulla stupenda Isola di San Pietro e la sua pittoresca Carloforte

 

Sulla rotta degli AVI - Un progetto di Maurizio e Luca in collaborazione con i Carlofortini nel mondo, la nostra Mailing List

   

Ma se ghe pensu...

di Maurizio Vallebona

 
Di tutti i momenti di cui mi rester impressa la memoria di "Sulla rotta degli AVI" ne ho uno che non smette di meravigliarmi per la gioia che mi trasmette.
E' il momento in cui il gruppo folkloristico "La Casciandra" ci ha cantato le quattro canzoni alla fine della presentazione del progetto.
Nel momento in cui sono partite le parole di "ma se ghe pensu..." caldi lacrimoni hanno cominciato a solcare le guance abbronzate di molti membri dell'equipaggio del Saiph. Ma mentre Luca, Genovese di Pra purosangue, pu giustamente vantare diritti da "inno cittadino", noi altri per quali motivi ci siamo cosparsi di lacrimoni come vitelli da latte?

A distanza di qualche settimana sono andato a riguardarmi le parole della canzone arrivate in Mailing List proprio in quel periodo li e che unisco alla fine del presente editoriale.

Le parole raccontano la storia di un genovese, partito povero ed andato a fare fortuna in qualche altro paese, che pensa alla sua Genova e alla possibilit di tornare un giorno a respirare l'aria e a rivedere i luoghi che lo hanno visto bambino e ragazzo, ed anche se la sua famiglia gli rammenta che adesso dove si trova benestante, sta bene e tutto sommato il ritorno a Genova potrebbe aspettare, questo vecchio sente il desiderio di tornare, prima che le forze lo abbandonino, alla sua terra ideale, alla cultura e alla citt alla quale si sente di appartenere.
E la canzone prosegue parlando di quei posti che rendono la "magia" della citt di Genova e della sua gente cosi originale e vera nel manifestare sia le proprie peculiarit che le proprie debolezze.

Tutti noi, per quanto possiamo avere amato vedere il mondo e visitato luoghi che pure ci hanno dato grandi soddisfazioni, ad un certo punto della nostra esistenza, eleggiamo un luogo a nostra "patria" ideale ed a quel posto, idealmente ci uniamo nel nostro sentire pi interiore, e con una parola semplice ma profonda arriviamo a chiamare quel posto "CASA".

Casa, perch a quel luogo associamo le nostre sensazioni ed aspirazioni pi intime, casa perch li e solo li ci sembra di potere essere completamente noi stessi, liberamente, pacificamente in mezzo a una natura che ci sembra non solo circondarci, ma parlarci e rinfrancarci.

Per noi dire "Carloforte" molto di pi che citare il nome di un luogo, per noi evocare lo spirito di una esperienza, di una tradizione che nessuno di noi vuole lasciare morire o abbandonare per qualcosa di pi moderno e vivibile.

Casa, per me, e andare a fare l'intervista alla radio di Carloforte e vedere che quando dico di essere "u neu d'albino" i volti di chi mi sta davanti si illuminano e vedo Don Agus illuminarsi e raccontare in diretta un aneddoto di quando mio nonno insegnava al nautico ed il preside gli chiese di pronunciarsi sull'insegnamento dell'educazione sessuale.
Di questo aneddoto mi ricordavo di quando ne parlavamo a casa, ma sentirlo raccontato cos, un evento, mentre il vice-sindaco di Carloforte che era un allievo di mio nonno sorride felice anche lui a sentire la storia.

E anche il vice sindaco di Calasetta sporgendomi il gagliardetto del comune di Calasetta mi sussurra in sala consigliare "anche io ero un allievo di Albino".

Ed allora nella mia testa, quando il gruppo la casciandra attacca "ma se ge pensu..." e lo conclude con una meravigliosa canzone Carlofortina che dice "Olidin olidin olidena..." nella mia testa esplode una mistura dove ci sono i ricordi di mio nonno, le serenate della festa di San Pietro, le cento discussioni con Gianky e Pier, i delfini che ci hanno preso in consegna nella traversata alla partenza e all'arrivo e le immagini della mattina tersa e limpida con la quale Carloforte ci ha accolti al nostro arrivo dopo la notturna, e la visione dei contorni dell'Isola che spuntano nel mattino rendendola riconoscibile lentamente mentre con Luca ci guardiamo in faccia consci di avere quasi portato a termine il nostro progetto "Sulla rotta degli Avi" e scendono per l'appunto i lacrimoni di cui si parlava all'inizio.

E Carloforte almeno per me, diventa "casa".

segue il testo originale della canzone "Ma se ghe pensu...",
nonch il file MP3 dell'omonimo brano di Piero Parodi

Ma se ghe pensu...

O l'a partio sensa n-a palanca,
l'a z trent'anni, forse anche ci.
O l'aveiva lottou pe mette i din a-a banca
e poeisene n giorno vegn in z
e fse a palassinn-a e o giardinetto,
co-o rampicante co-a cantinn-a e o vin,
a branda attacc a-i rboi, a zo letto,
pe daghe 'na schen sia e mattin.
Ma o figgio ghe dixeiva: "No ghe pens
a Zena cse ti ghe vu torn?!"

Ma se ghe pensu alloa mi veddo o m,
veddo i m monti e a ciassa d'Annunsi,
riveddo o Righi e me s'astrenze o chu,
veddo a lanterna, a cava, lazz o mu,
riveddo a sia Zena illmin,
veddo l a foxe e sento franze o m
e alloa mi pensu ancon de ritorn
a pos e osse dov' m madonn.

E l'a passou do tempo, forse troppo,
o figgio o l'inscisteiva: "Stemmo ben,
dove ti vu and, pap, pensiemo doppo,
o viagio, o m, t' vgio, no conven!" -
"Oh no, oh no me sento ancon in gamba,
son stffo e no ne posso prppio ci,
son stanco de sent "seor caramba",
mi vuggio ritornamene ancon in z:
ti t' nascio e t' parlou spagnollo,
mi son nascio zeneize, e no me mollo!"

Ma se ghe pensu alloa mi veddo o m,
veddo i m monti e a ciassa d'Annunsi,
riveddo o Righi e me s'astrenze o chu,
veddo a lanterna, a cava, lazz o mu,
riveddo a sia Zena illmin,
veddo l a foxe e sento franze o m,
alloa mi pensu ancon de ritorn
a pos e osse dov' m madonn.
E sensa tante cse o l' partio
e a Zena o g'h formou torna o so nio

P.S.:




File:
Il mio regalo per voi il file MP3 della canzone "Ma se ghe pensu..." di Piero Parodi.
Buon ascolto.


- Piero_Parodi-Ma_se_ghe_pensu.mp3
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